Giardini Nascosti 2026 – La parola, cucire le parole

Torna dal 21 al 24 maggio Giardini Nascosti, il festival diffuso promosso dall’APS Sentinelle del Mattino che apre al pubblico gli angoli più
suggestivi e inaccessibili del centro storico di Civitanova Alta. Giunta alla sua quinta edizione, la manifestazione raddoppia il numero dei siti visitabili rispetto agli esordi, consolidandosi come appuntamento di riferimento per la valorizzazione del patrimonio locale.

Cuore del progetto è il dialogo tra spazio privato e dimensione pubblica: per alcuni giorni, i giardini del borgo — normalmente chiusi — si trasformano in luoghi di incontro, racconto e condivisione, grazie al coinvolgimento diretto degli abitanti. Attraverso linguaggi artistici diversi, ogni spazio diventa occasione di relazione e ascolto.

Le novità della quinta edizione

Per il 2026 il festival si amplia con un programma ancora più articolato:
• L’apertura straordinaria del Giardino dei Frati Cappuccini, in occasione dei 400 anni dalla
fondazione del convento e degli 800 anni dalla morte di San Francesco, con la
partecipazione di fra Pietro Maranesi
• Un nuovo itinerario dedicato a Borgo Casette, che estende il percorso della manifestazione
• Installazioni in Piazza della Libertà, pensate come intervento simbolico e provocatorio sul
ruolo dello spazio pubblico
• Il coinvolgimento delle scuole, con progetti che vedono gli studenti protagonisti della
narrazione del territorio
• La mostra dedicata a Mandalo Mussio allo Spazio Multimediale San Francesco, a vent’anni
dalla scomparsa
• Esposizioni fotografiche nei giardini e negli spazi urbani con Francesca Pioli
• Performance artistiche e musicali con Paola Tassetti e Serena Abrami
• Incontri e presentazioni editoriali con Enrico Terrinoni e Lucia Tancredi
Per la prima volta, inoltre, il festival sarà anticipato da una serie di incontri pre-festival (21–23
maggio), pensati come momenti di avvicinamento e approfondimento.

Il tema 2026: “La parola, cucire le parole”

In continuità con i temi delle precedenti edizioni — la Cura (2024) e la Gentilezza (2025) — il filo
conduttore del 2026 è dedicato alla parola, ispirato al versetto del Qohelet: “C’è un tempo per
tacere e un tempo per parlare”.
«Vogliamo proporre una riflessione sulla parola come strumento di costruzione», spiegano gli
organizzatori. «In un’epoca dominata dal rumore digitale, Giardini Nascosti invita a riscoprire il
silenzio e l’ascolto, per tornare a “cucire” relazioni autentiche e generative».
Il programma completo e le modalità di accesso ai giardini saranno disponibili sulla pagina
Instagram del festival e attraverso materiali informativi distribuiti sul territorio.